ET.csrd_applicata/14 - Manuela Baudana, Head of Sustainability Development
A2a: «Csrd, la vera sfida è quantificare le opportunità»
L’allineamento agli standard della Csrd ha dato ad A2a l’occasione per consolidare il lavoro già avviato sulla sostenibilità, spingendo l’organizzazione a evolvere sul piano dei processi, degli strumenti tecnologici, della governance e del dialogo con gli stakeholder. Lo racconta Manuela Baudana (nella foto), Head of Sustainability Development, in questa nuova intervista della serie che ETicaNews dedica all’adeguamento delle aziende quotate italiane alla Corporate Sustainability Reporting Directive (Csrd). «L’adozione della Csrd presenta alcune sfide significative per le aziende – spiega Baudana –. In A2a, abbiamo iniziato ad intercettarle e approcciarle già negli scorsi anni». Tra le prime attività intraprese, l’analisi di doppia materialità, avviata nel 2022, che ha coinvolto anche gli stakeholder finanziari «per una valutazione del grado di materialità». Il processo è stato integrato con il sistema di Enterprise Risk Management e il confronto con investitori, banche, analisti e advisor. «La sfida principale ancora oggi è legata all’analisi delle opportunità e alla loro quantificazione economica, poiché non esiste una linea guida definita», evidenzia Baudana. A livello organizzativo, A2a ha avviato «un’analisi interna per la definizione del miglior assetto» e ha strutturato un team di Sustainability Reporting con riporto funzionale sia alla Sostenibilità sia ad Amministrazione, «per permettere un costante coordinamento al fine del consolidamento del documento nella Relazione sulla Gestione e dell’attestazione del Dirigente Preposto, identificato nel Cfo». Infine, per la conformità agli standard Esrs, il Gruppo ha introdotto un nuovo software di un provider esterno, capace di gestire «la raccolta dei data point quantitativi e qualitativi» e supportare il modello di controllo. «È prevista l’integrazione del software con i sistemi aziendali sorgente dei dati – sottolinea Baudana – un passaggio strategico che punta a ottimizzare i processi di raccolta e gestione delle numeriche Esg».
Quali sono state le principali difficoltà nel processo di adeguamento alla Csrd? O quali state riscontrando nell’allineamento alla direttiva?
L’adozione della Csrd presenta alcune sfide significative per le aziende. In A2a, forti dell’esperienza decennale in ambito di rendicontazione di sostenibilità, abbiamo iniziato a intercettarle e approcciarle già negli scorsi anni. Sicuramente il processo di doppia materialità, su cui il Gruppo ha iniziato a lavorare nel 2022 identificando gli impatti generati, i rischi e le opportunità per l’azienda in ambito Esg e sui quali abbiamo ingaggiato, fin da subito, anche gli stakeholder finanziari per una valutazione del grado di materialità. Questo approccio è stato ulteriormente migliorato fino alla stesura del primo Sustainability Statement, dove l’analisi della materialità finanziaria è stata costruita coerentemente con il processo di Enterprise Risk Management interno e con il confronto con investitori, banche, analisti e advisor finanziari. In questo ambito, la sfida principale ancora oggi è legata all’analisi delle opportunità e alla loro quantificazione economica poichè non esiste una linea guida definita.
Gli Standard Esrs introducono inoltre nuove tematiche di rendicontazione, come i piani di transizione per la decarbonizzazione o per la biodiversità o i lavoratori della catena del valore, che richiedono dettagli particolarmente complessi da raccogliere e rendicontare. Nel 2024 abbiamo avviato un percorso di definizione del nostro Piano di Transizione secondo quanto previsto dal framework della Transition Plan Taskforce (Tpt). Abbiamo elaborato i Piani di Transizione delle 4 Business Unit del Gruppo (Generazione&Trading, Mercato, Circular Economy, Smart Infrastructures), con l’obiettivo di definire per ciascuna l’inventario emissivo, la specifica strategia di decarbonizzazione e le relative leve, gli investimenti e l’impianto di governance del Piano. Sul tema della biodiversità invece abbiamo l’obiettivo di definire un Piano d’azione di Gruppo entro la fine del 2025, grazie anche alle evidenze emerse dal percorso di forum multistakeholder intrapreso nel 2024 che, in 11 territori in cui è presente A2a, ha sollecitato la discussione proprio sulla tutela degli ecosistemi.
Come si è modificato l’assetto organizzativo della reportistica, in termini di allocazione delle responsabilità, eventuali nuove funzioni e nuove competenze?
Per affrontare queste sfide nel 2024 abbiamo strutturato un gruppo di lavoro interno tra le funzioni Sostenibilità e Amministrazione, che ha realizzato anche un’analisi interna per la definizione del miglior assetto organizzativo. La struttura di Sustainability Planning and Reporting è stata suddivisa in due, al fine di delineare una funzione di Sustainability Reporting preposta a indirizzare i processi di redazione del Sustainability Statement, che ha mantenuto un riporto gerarchico alla struttura di Sostenibilità a cui è stato aggiunto un riporto funzionale anche ad Amministrazione per permettere un costante coordinamento al fine del consolidamento del documento nella Relazione sulla Gestione e dell’attestazione del Dirigente Preposto, identificato nel Cfo. Il team di Sustainability Reporting si è poi ulteriormente rafforzato con l’ingresso di due nuove risorse. All’interno di Amministrazione, invece, è stato esteso il perimetro di responsabilità della funzione «Compliance Processi, Reporting Csrd e 262» a quello del Sustainability Statement per il processo di modello di controllo interno.
Quali sono stati i cambiamenti che la Csrd ha attivato in termini di specifiche tecnologie (per la conformità) e di piattaforme per la raccolta dati?
Per garantire la conformità alla Csrd il Gruppo ha introdotto un nuovo software, strutturato per seguire gli standard Esrs. Questo strumento è stato progettato per supportare sia la raccolta dei data point quantitativi e qualitativi sia il processo di verifica per il modello di controllo. La scelta è ricaduta su una soluzione tecnologica di un provider esterno. Questo approccio ha consentito di accedere a un sistema già strutturato e conforme alle normative europee, riducendo i tempi e i costi di implementazione iniziale. Il Gruppo ha inoltre pianificato un’evoluzione del sistema per i prossimi anni: è prevista infatti l’integrazione del software con i sistemi aziendali sorgente dei dati, un passaggio strategico che punta a ottimizzare i processi di raccolta e gestione delle numeriche Esg. Questa integrazione permetterà di automatizzare la raccolta dei dati riducendo il rischio di errori manuali, migliorando il controllo e la tracciabilità dei processi e assicurando una maggiore accuratezza e affidabilità delle informazioni riportate. Questo percorso evolutivo di integrazione fra software e applicativi aziendali testimonia l’impegno del Gruppo nell’adottare tecnologie avanzate per supportare la conformità alla Csrd, migliorando al contempo l’efficienza operativa e la qualità della rendicontazione di sostenibilità.
Come sono stati definiti gli indicatori degli impatti e degli output lungo la catena del valore? Come sono stati coinvolti i fornitori?
Gli Standard Esrs non prevedono delle metriche specifiche relative ai lavoratori nella catena del valore o ai consumatori e utenti finali. La definizione degli impatti generati, dei rischi e delle opportunità in relazione al Gruppo derivano dall’analisi di doppia materialità. Alcuni indicatori, come l’indice infortunistico, sono da anni monitorati anche per gli appaltatori e i lavoratori della catena del valore che operano nelle nostre sedi o per conto dell’azienda. La funzione Procurement sta portando avanti un progetto specifico per il calcolo, il tracciamento degli obiettivi e il monitoraggio continuo dei progressi dei fornitori, in particolare sul processo di decarbonizzazione. Al fine di raccogliere e monitorare le emissioni scope 3 dei fornitori, A2a utilizza la piattaforma EcoVadis, strumento già in uso per la valutazione Esg dei partner come repository dei dati emissivi di questi ultimi, che sono invitati a rendicontare le proprie emissioni di Scope 1, 2 e 3 e relativa intensità. Il progetto è attualmente in corso di sviluppo con iniziative di engagement e supporto continuo per migliorare la qualità dei dati e stimolare una partecipazione proattiva dei partner, la cui collaborazione è essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione di Gruppo.
Inoltre, nel 2024 il roadshow dei forum multistakeholder ha coinvolto i partecipanti anche sull’aspetto della compliance Esg per le Pmi. L’obiettivo dei tavoli di lavoro è stato quello di identificare azioni collettive per supportare le aziende dei territori nell’accelerare la transizione sostenibile sulle prestazioni ambientali, sociali e di governance, anche in compliance con le nuove normative emerse a livello europeo (Csrd, Csddd). Le azioni maggiormente richieste dai partecipanti al tavolo “Filiera sostenibile” nel 2024 hanno riguardato la formazione sui temi della sostenibilità, il trasferimento di competenze e la condivisione di best practices. Per far fronte a queste necessità, nel 2025 sono in programma incontri e attività in partnership con le Confindustrie territoriali per supportare tutto il tessuto imprenditoriale dei territori in cui il Gruppo è presente con le proprie attività.
Quale è stato il coinvolgimento del top management e del consiglio di amministrazione nel processo di allineamento alla Csrd?
Il coinvolgimento del top management e del Consiglio di amministrazione nel processo di allineamento alla Csrd è stato fondamentale per integrare gli obiettivi di sostenibilità nella strategia aziendale di A2a. Negli ultimi anni il Gruppo ha avviato un percorso di formazione ed engagement continuo indirizzato ai membri del Cda, ai direttori delle business units e ai primi riporti dell’amministratore delegato, che ha permesso di accrescere la consapevolezza e le competenze del top management, rendendolo parte attiva nella definizione e nell’attuazione delle strategie per la compliance alla Csrd. Nel 2024 è stato strutturato un percorso di Induction specifico per il Cda che ha previsto 6 incontri focalizzati sui nuovi standard di rendicontazione Esrs e sulla Tassonomia europea. Anche tutte le prime linee dell’amministratore delegato hanno effettuato un corso dedicato alla Csrd e ai nuovi standard. La governance è rimasta quella definita in precedenza anche per la Dichiarazione non finanziaria, secondo cui il Cda è l’organo di approvazione sia dell’analisi di materialità che del documento finale. L’indirizzo di questi temi è rimasto inoltre in capo al Comitato Esg e Rapporti con i Territori con un ruolo di condivisione con il Comitato Controllo e Rischi per entrambi i passaggi approvativi.
Quali investimenti sono stati necessari per adeguarsi alla Csrd? Avete calcolato una stima del costo totale del processo di compliance?
Per adeguarsi alla Csrd l’investimento principale è stato rivolto alle risorse e agli applicativi informatici. A supporto del processo di adeguamento, avviato a ottobre 2023, ci si è avvalsi della consulenza di una società esterna, mentre il team Sustainability Reporting è stato ampliato con l’inserimento di due nuove risorse dedicate esclusivamente all’adeguamento ai requisiti Csrd. Infine è stato acquistato un nuovo applicativo.
Come vengono integrati i target Csrd nel piano industriale della vostra azienda?
Il Piano Industriale di A2a, il cui aggiornamento è stato presentato lo scorso novembre, si basa sui due Pilastri di Economia Circolare e Transizione Energetica e prevede circa 22 miliardi di investimenti al 2035: 16 per l’elettrificazione dei consumi e gli investimenti di sviluppo delle rinnovabili e 6 per gli investimenti per il recupero di energia e materia dai rifiuti, per lo sviluppo del teleriscaldamento e per il ciclo idrico. L’impegno in ambito Esg rimane al centro del Piano con iniziative concrete e target misurabili. Sono stati confermati gli obiettivi di riduzione delle emissioni dirette e indirette del Gruppo del 65% al 2035 rispetto al 2017 del fattore emissivo (Scope 1 e 2 a 226 gCo2/kWh al 2030) e di abbattimento delle emissioni Scope 3 relative alla catena di fornitura (-30% sulla catena di fornitura nel complesso al 2035 rispetto al 2023). Inoltre, è stato definito un target per lo Scope 4, con oltre 50 milioni di tonnellate di Co2 di emissioni evitate nel periodo 2024-35.
In questo quadro le indicazioni della Csrd hanno rappresentato un ulteriore incentivo ad affinare la revisione del valore degli asset di bilancio, e a favorire l’adozione di metodologie di valutazione che considerino rischi e opportunità legati alla transizione ecologica, basandosi coerentemente su approcci consolidati che integrano i criteri Esg. Per quanto riguarda i progetti di disinvestimento, sebbene la Csrd non abbia imposto cambiamenti strutturali, ha coinvolto la rendicontazione richiedendo una maggiore trasparenza sugli impatti ambientali e sociali delle operazioni. In questo ambito, A2a utilizza metodologie che combinano analisi di scenario, benchmarking di mercato e valutazioni di impatto per stimare in maniera accurata i costi relativi a eventuali svalutazioni o rivalutazioni e/o ai disinvestimenti.
Siete in grado di indicare quanto la rendicontazione Csrd peserà in termini di pagine della Relazione sulla gestione?
Secondo le stime attuali* la rendicontazione Csrd potrebbe rappresentare oltre il 50% della Relazione sulla Gestione. Questo significa che il contenuto relativo alla sostenibilità avrà un peso significativo all’interno del documento, riflettendo l’importanza crescente dei temi Esg e l’allineamento agli standard richiesti dalla normativa europea.
La società pubblicherà anche un Bilancio di sostenibilità a parte? Con quali caratteristiche?
Sicuramente continueremo a pubblicare i Bilanci di Sostenibilità Territoriali, che forniscono informazioni dettagliate sui singoli territori in cui il Gruppo è presente ed evidenziano i principali temi di interesse locale. Attualmente vengono elaborati per: Milano, Brescia, Bergamo, Valtellina-Valchiavenna, Sud Lombardia, Monza-Brianza, Piemonte, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Sicilia, Sardegna e Puglia. Questo approccio mira a garantire un dialogo costante con gli stakeholder locali rafforzando il rapporto con le comunità. Ogni pubblicazione è accompagnata da un evento pubblico in cui il Bilancio di Sostenibilità Territoriale viene presentato dai vertici e dal top management di A2a, insieme alle istituzioni e ai principali Key Opinion Leader locali.
*L’intervista è stata svolta il 27 febbraio 2025
Giulia Bandini
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